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May 17
2012
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IL SENSO DEL FARE BUON TURISMO. Viaggio o vacanza?Posted by: Shamanda Di Paolo on 17, May, 2012 Tagged in: Mille modi di... viaggiare
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Quando sempre meno si viaggia e più spesso si “vacanza”
Con l’arrivo della primavera si sa, pensiamo già alla nostra prossima vacanza. Internet propone un’infinità di pacchetti ma anche le agenzie non mancano certo di offerte speciali. In una società consumistica come la nostra anche in tempo di crisi lasciamo sempre uno spazio per il nostro relax.
Ma siamo sicuri di fare un viaggio vero? Le parole vacanza e viaggio sembrano sinonimi ma il significato intrinseco dei due sostantivi è in realtà finemente diverso. Derivanti entrambi dal latino, viaggio vuol dire “cammino” mentre vacanza “essere liberi”, “senza occupazioni.”
Nell’industria turistica e nel marketing notiamo però che gli stessi tendono all’uniformità ma nella pratica c’è chi fa la vacanza e chi fa il viaggio.
Il viaggio è un percorso, una scoperta che cresce con l’avvicinarsi della meta, mentre la vacanza è lo stato dell’essere in qualsiasi luogo senza differenza e senza aver assaporato il senso del cammino. È l’essere in quello che Augé definiva un “non-luogo”, uno spazio cioè fintamente reale.
Ed è quello stesso spazio che solitamente si propone commercialmente alla gran massa dei turisti. Si può fare vacanza, quindi, anche nella stessa città, dato che non vi è alcuna differenza se si soggiorna in un villaggio turistico lontano migliaia di chilometri in cui è molto probabile ritrovare gli stessi connazionali e il ristorante che cucina pizza e spaghetti.
Ma il punto è un altro: c’è da chiedersi se è l’industria turistica a proporre una certa offerta o se gli utenti non sono culturalmente capaci di fare un buon turismo.
Diverso è il senso del viaggio che, citando lo scrittore Robert Stevenson: “è muoversi, sentire più acutamente il prurito della nostra vita, scendere da questo letto di piume della civiltà e sentirsi sotto i piedi il granito del globo appuntito di selci taglienti.” Una visione forse troppo romantica, perfino troppo patetica ma in fondo il vero viaggio non è altro che l’esplorazione dell’altro, del diverso da noi.
Tuttavia, alla fine non rimane che scegliere la cosa giusta per se stessi e valutare se viaggiare o “vacanzare”.








